Kilroy É stato qui – Una storiella cara al popolo americano

Kilroy 1In una delle sale della National War Memorial” di Washington si trova una lapide ove è inciso un graffito che rappresenta un pupazzo calvo con un naso prominente che sbircia attraverso un muro, aggrappato ad esso con entrambe le mani.

A fianco ad esso troneggia una frase: “KILROY WAS HERE” (Kilroy è stato qui).

Questa frase, che era largamente diffusa presso i militari durante la seconda guerra mondiale, oggi è diventata una comune espressione della cultura popolare statunitense e tende a simboleggiare che nulla è impossibile per chi è Americano.

Chi è l’autore del disegno e, soprattutto, chi era Kilroy?

Il disegno, chiamato in Inghilterra “Mr Chad”, è nato prima dello scoppio della II Guerra Mondiale (intorno al 1938) ad opera del disegnatore di fumetti George Edward “Chat” Chatterton e rappresentava una satira della carenza delle materie prime e dei razionamenti. Il disegno e lo slogan si fusero intorno agli anni Quaranta a seguito di uno scambio culturale fra Inglesi ed Americani nato sul terreno delle operazioni belliche.

Tornando a Kilroy verrebbe da pensare che egli sia stato un eroe americano, un “superman” in divisa, che ha conquistato chissà quale obiettivo militare. Non è così.

Al tempo della seconda guerra mondiale Kilroy era un uomo di 46 anni che lavorava come ispettore nel cantiere navale “Fore River” di Quincy in Massachusetts. Il suo compito era quello di controllare il numero di rivetti (giunti meccanici non smontabili, chiamati anche ribattini) applicati sulle lamiere delle navi in costruzione da ogni singolo operaio del cantiere, il quale veniva pagato a cottimo. Alla fine di ogni turno di lavoro Kilroy poneva con un gessetto giallo un segno di spunta nel punto in cui aveva avuto termine il lavoro di un operaio e sarebbe iniziato quello dell’operaio del turno successivo e ciò al fine di evitare di ricontare una seconda volta gli stessi ribattini e far percepire all’operaio una doppia retribuzione per lo stesso lavoro.

Tuttavia, alcuni operai disonesti scoprirono che, iniziando il lavoro prima dell’arrivo dell’ispettore, potevano spostare a valle il segno di spunta e guadagnare di più dandosi credito di un lavoro effettuato da altri. Kilroy scoprì la magagna e, al fine di rendere impossibile la cancellazione, scrisse in corrispondenza del segno di spunta “Kilroy è stato qui”.

A causa dell’urgenza bellica, in quel tempo le navi venivano consegnate prima di completare la verniciatura, per cui sia i marinai che le truppe trasportate trovarono la frase scritta dappertutto e cominciarono a pensare che essa racchiudesse un significato recondito, un invito categorico a non fermarsi, a strappare al nemico sempre nuovi territori in nome di quel “Superman” che in quelle terre ed in quei mari era già stato.

Kilroy 2Fu così che i militari, di loro iniziativa, cominciarono a scrivere lo slogan in ogni area conquistata fondendolo con il disegno di Chad conosciuto per mezzo degli alleati inglesi.

Non c’è area dell’Europa e del Pacifico meridionale in cui non sia stato rinvenuto almeno un graffito con la scritta “Kilroy was here”. Questa dicitura la si è ritrovata ai piedi dell’arco di Trionfo, a Berlino, sulle spiagge della Sicilia e persino sulle spiagge delle isole giapponesi del Pacifico, ove il logo è stato furtivamente apposto da squadre di demolizione subacquea!

Nel 1945, in occasione della conferenza di Potsdam, è stata costruita una dependance per l’uso esclusivo di Roosevelt, Stalin e Churchill. Si racconta che il suo primo occupante sia stato Stalin, il quale, subito dopo essere entrato nella dependance ne è uscito per chiedere (in russo ) al suo aiutante chi fosse Kilroy…

Lo slogan è sopravvissuto alla seconda guerra mondiale ed alla guerra di Corea e si dice che graffiti riportanti la dicitura “Kilroy wash ere” siano stati apposti sulla Statua della Libertà, in cima al monte Everest e sulla sabbia del suolo lunare.

Kilroy 3Il 2 Maggio 2011, quando nel corso della cosiddetta “Operation Neptune Spear” un gruppo di incursionisti delle forze speciali del Navy Seal è penetrato all’interno di un edificio di Abbottabad in Pakistan ed ha ucciso Osama Bin Laden, i militari non hanno resistito alla tentazione di scrivere il logo di Kilroy sul muro di recinzione della villetta.

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