BRICIOLE DI LIRICA LATINA IN LINGUA SICILIANA

00 BricioleCon il patrocinio del Comune di Termini Imerese e nell’ambito del ciclo di manifestazioni culturali tenutesi nel corso del mese di Agosto 2014 sul tema “Termini Romana” (pervenuta alla sua quarta edizione), le Associazioni culturali Termini d’Arte (Presidente Rita Elia) e Termini d’Amuri (Presidente Mauro Marino) mi hanno affidato l’incarico di tradurre nella nostra madre lingua siciliana alcune liriche dei Poeti latini Catullo, Orazio e Marziale.

Il recital ha avuto luogo il 22 Agosto 2014 alle ore 21,30 nel giardino del Museo Civico Baldassare Romano.
Si sono alternati nella lettura delle Poesie Mimmo Minà, Patrizia Graziano, Rita Elia, Lorenzo Catanzaro, Maria Cancilla e, in chiusura di serata, anch’io.

Se scopo della serata era quello di “fare cultura” divertendo, l’obiettivo è stato centrato in pieno, come dimostrato dall’ampio consenso che il pubblico ha riservato all’evento ed ai suoi organizzatori,

La serata è stata presentata da Marianna Ingrassia ed è stata allietata dalle danze orientali del Gruppo diretto da Simona Tedesco in una simbiosi di grazia, leggiadria, eleganza ed alta professionalità.

04Prima del recital, Rita Elia, in qualità di Presidente dell’Associazione culturale Termini d’Arte, ha spiegato che tramite la lettura delle liriche si intendeva sviluppare il tema “Affetti, passioni, vizi e virtù dell’uomo dall’antica Roma ai tempi nostri”. In particolare, ha precisato che, mentre i sentimenti e le passioni non hanno subito modificazioni malgrado siano trascorsi più di 2000 anni, di contro, alcune depravazioni in ambito sessuale, ed in particolare la pedofilia, ancorché ancora riscontrabili, hanno subito una condanna senza appello dalla Società civile.

A mia volta, mi sono soffermato a spiegare le ragioni della scelta di tradurre le liriche latine 03nella nostra madre lingua siciliana, precisando che, fra tutte le lingue romanze, la siciliana è quella che più delle altre ha conservato in buona misura la struttura sintattica e grammaticale del latino.

Inoltre la lingua siciliana, per effetto delle numerose dominazioni straniere che si sono succedute nell’isola, dispone di una miriade di termini che solo apparentemente sono da considerare sinonimi, diversificando fra loro per qualche particolare. Ciò comporta l’imbarazzo della scelta durante una traduzione, ma, nello stesso tempo, consente di individuare quel vocabolo che mantiene inalterata la stessa pregnanza lessicale del termine latino, garantendo in tal modo il travaso integrale del pathos del Poeta nella nostra lingua.

Inoltre, ho precisato di avere scelto di effettuare una traduzione libera, piuttosto che letterale, al fine di aggirare con artifizi retorici e lessicali i numerosi termini osceni che si incontrano in molte liriche latine, ottenendo così il risultato di trasmettere al pubblico l’esatto pensiero ed i sentimenti del Poeta senza disturbare la sensibilità di chi non gradisce un linguaggio da trivio.

Con questo accorgimento ho potuto tradurre anche alcune liriche di Catullo e di Marziale che in periodo medioevale erano state messe all’indice perché contenevano verbi come “pedicare” e “irrumare” (rispettivamente, intrattenere un rapporto anale e orale), oppure “glubere” (in agricoltura “decorticare”, in ambito sessuale “scoprire il glande”), o sostantivi e aggettivi come ad esempio “pathicus” (omosessuale adulto passivo) o “cinaedus” (giovincello passivo, ma anche chi ha contemporaneamente un ruolo attivo e passivo in un rapporto a tre, come rappresentato in una nota pittura murale di Pompei).

Infine, ho ricordato che la traduzione delle liriche latine in lingua siciliana rispecchia la condizione di popolo bilingue che ci è stata riconosciuta dal trattato europeo “European Charter for Regional or Minority Languages” firmato a Strasburgo il 5 Novembre 1992 che, a distanza di tanti anni, il Governo italiano è restio a recepire.

Seguono le liriche latine e la loro traduzione

00 CatulloCatullo  Carme   n° 5Catullo  Carme n° 58Catullo  Carme n° 72Catullo  Carme n° 85Catullo  Carme n° 109002 MarzialeMarziale Epigramma Libro 1°, n. 33Marziale Epigramma Libro 1°, n. 57Marziale Epigramma Libro 1°, n. 62Marziale Epigramma Libro 1°, n. 64Marziale Epigramma Libro 2°, n. 54Marziale Epigramma Libro 2°, n. 83Marziale Epigramma Libro 3°, n. 2601 OrazioOrazio Ode Libro I° n. 11Orazio Ode Libro II° n. 15Orazio Ode Libro III° n. 30ED ORA UN SAGGIO DI RECITAZIONE: L’ATTORE MIMMO MINA’ LEGGE “CARPE DIEM” DI ORAZIO

:Ecco il link di youtube:    https://www.youtube.com/watch?v=2WkUAiyonB4

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3 pensieri su “BRICIOLE DI LIRICA LATINA IN LINGUA SICILIANA

  1. Originale ed “intrigante “trovata culturale per far conoscere ed apprezzare alla ” nostra maniera ” siciliana poeti e sonetti latini: mi ricorda un recital che ho realizzato con una mia classe ,in uno dei teatri della città ,e che vedeva gli alunni recitare ,anche in latino ,alcune barzellette e chiudere lo spettacolo con un monito verso la “libertà ” del dire e” l’uguaglianza” del fare poesia ,in altro modo! Complimenti Ancora all’amministrazione,a lei e a tutti i componenti lo spettacolo!!!

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