LE PROCESSIONI RELIGIOSE TRA MANIFESTAZIONI DI FEDE TRADIZIONE POPOLARE E USANZE DI ORIGINE PAGANA.

Una delle critiche che le altre Confessioni religiose muovono alla Chiesa cattolica ha per oggetto le Processioni, viste come un retaggio di paganesimo.

Viene osservato che la Processione non ha alcun fondamento nelle Sacre Scritture, tant’è che ad essa non fanno alcun riferimento i primi Cristiani (vedasi rituale della Chiesa primitiva di Gerusalemme, descritto da Luca nel libro degli Atti degli Apostoli e le numerose Epistole degli Apostoli).

Per altro verso, a sostegno della loro tesi, i critici della Chiesa cattolica evidenziano le analogie intercorrenti tra le Processioni religiose dei Cattolici e quelle che nei secoli antecedenti la venuta di Cristo si snodavano in Egitto lungo le sponde del Nilo ed in Grecia nella città di Olimpia prima dei giochi.

Personalmente, io ritengo questa critica alquanto ingenerosa, non tanto perché, professando un Credo cattolico, io mi senta obbligato a rivestire i panni del difensore di parte, quanto per le ragioni oggettive che sto per esporre.

Leggendo l’Antico Testamento, ci accorgiamo che Dio non sta in disparte dall’uomo, ma cammina con lui.

Valga come esempio esaustivo l’Esodo.

Inoltre, nel Nuovo Testamento scopriamo che Dio, impersonando la figura del Figlio, ha percorso in lungo ed in largo la Palestina, stando in mezzo al suo popolo che ammaestrava con la sua predicazione e che lo seguiva nei suoi spostamenti, mettendo da parte la stanchezza e la fame per nutrirsi della sua Parola.

Ebbene, nella tradizione religiosa della Chiesa cattolica, la Processione rappresenta il popolo dei Fedeli che segue Dio e cammina con Lui.

“Venite dietro a me…” (Mt 4,19).

“Se qualcuno vuol venire dietro a me, rinneghi se stesso, prenda la sua croce e mi segua. (Mc 8,34)”.

L’itinerare fisico lungo le strade della Città non simboleggia soltanto un momento di preghiera comunitaria ed un atto penitenziale, ma anche un fine ed un mezzo per portare il messaggio di Cristo fra la gente, sollecitandola a seguire il Suo esempio e quello di coloro che hanno saputo “rinnegare se stessi”, prendere la propria croce e seguirlo, cioè i Santi e la Madre SS. di Gesù, quella Vergine che non ha esitato a rispondere alla chiamata di Dio: “Eccomi, sono la serva del Signore, avvenga di me quello che hai detto (Lc 1,38)”

Seguire le orme di Cristo e dei Santi equivale ad un proposito di rigetto di una mentalità tante volte ancorata a certe cattive usanze ed a certi falsi bisogni che poco hanno di “cristiano” e molto di “pagano”.

Purtroppo non è infrequente che, presso il popolo, questa mentalità prenda il sopravvento sulla religiosità.

Così, ad esempio, l’estate scorsa ad Oppido Mamertino in Calabria i Fedeli che trasportavano il Simulacro della Madonna si sono fermati, in segno di “rispetto”, dinanzi la casa di un noto boss mafioso.

Se la nostra gretta mentalità ci induce a far effettuare al Simulacro della Vergine Maria “l’inchino” ai mafiosi, costringendo in tal modo le forze dell’ordine ad abbandonare la Processione in segno di protesta, allora ci meritiamo qualcosa di più dell’accusa di paganesimo, essendosi concretizzata una sorta di apologia della delinquenza!

A questo punto, è preferibile che le Autorità ecclesiastiche aboliscano le Processioni oppure, in auspicabile alternativa, che pongano in essere una più attenta sorveglianza sulle Congregazioni religiose e sui singoli Fedeli che stronchi sul nascere qualsiasi manifestazione di devianza dai principi etici che ispirano il Cristianesimo.

Se per effetto di una “tolleranza zero” si dovesse verificare una minor partecipazione di persone alle Processioni, la circostanza non potrà essere ascritta a nocumento, ma a tutto vantaggio della Chiesa Cattolica che, liberatasi dalla zavorra, potrà acquisire un maggiore slancio propulsivo nella sua missione in seno alla Società.

Nella mia Città (Termini Imerese – PA) la ricorrenza dell’Immacolata Concezione di Maria è la più sentita ed aspettata tra tutte le altre Festività religiose ed il culto si tramanda da oltre quattro secoli.

Durante la giornata dell’8 Dicembre, in orari diversi, si snodano per le vie cittadine ben tre Processioni che prendono il via da tre Chiese diverse.

La prima – che in ordine temporale è anche la più antica – si svolge durante la notte e si conclude qualche ora dopo l’alba.

E’ questa la Processione che, più delle altre, lascia trapelare dagli occhi e dal volto dei Fedeli la commozione, la vera Fede e la sincera e profonda devozione verso la Santa Madre di Gesù.

L’ultima Processione, quella di “Maria SS. Immacolata di Porta Palermo” si svolge durante le ore serali.

Nel mezzo fra le due c’è la Processione dell’Immacolata del Duomo che prende il via a mezzogiorno e coinvolge non solo gli abitanti di Termini Imerese, ma anche quelli dei Paesi vicini.

Il Simulacro esce dal Duomo di Termini Imerese

Il Simulacro esce dal Duomo di Termini Imerese

Delle tre Processioni, questa è considerata la più importante per la notevole partecipazione di pubblico che, durante il Rito che la precede, occupa le tre navate del Duomo e l’intera Piazza antistante.

La statua dell'Immacolata (In basso a destra il Sindaco di Termini Imerese Burrafato ed il Presidente della Regione Crocetta)

La statua dell’Immacolata (In basso a destra il Sindaco di Termini Imerese Burrafato ed il Presidente della Regione Crocetta)

In questa Processione la sacralità della Fede è costretta a convivere in una simbiosi difficilmente scindibile con una tradizione ricca di folklore locale e talora di comportamenti che si discostano dalla visione cristiana.

Una delle usanze del passato, che le Autorità ecclesiastiche sono riuscite ad abolire soltanto dopo un “braccio di ferro” con le Congregazioni religiose durato parecchi anni, riguardava il “tesoro della Madonna”, cioè gli ex voto in oro e pietre preziose donati dai Fedeli nel corso dei secoli, che in occasione della Processione venivano addossati al Simulacro, di cui restava scoperto soltanto il viso. Inoltre, durante il suo percorso, la Processione era costretta a fare diverse pause per consentire ad alcuni Fedeli di appuntare carta-moneta sul manto della Vergine in segno di gratitudine “per grazia ricevuta”, circostanza alla quale gli interessati davano ampia visibilità per ricevere la loro dose di applausi da parte del pubblico.

Un’altra usanza, che non è soltanto termitana e che a maggior ragione sarà difficile eradicare, riguarda “l’atto dovuto” da parte delle Autorità Amministrative e Militari del luogo di partecipare alle Processioni di maggior rilievo (Immacolata, Cristo morto, Patrono della Città e Corpus Domini).

Il gonfalone del Comune e le Autorità civili e militari dietro il simulacro della Vergine Maria

Il gonfalone del Comune e le Autorità civili e militari dietro il simulacro della Vergine Maria

Così il simulacro della Madonna è seguito nell’ordine dal gonfalone del Comune con ai fianchi due Vigili urbani, dal Sindaco in fascia tricolore, da qualche Assessore e Consigliere comunale e dalle Autorità militari.

Segue la banda musicale e dietro ad essa quella quota di pubblico che, non appartenendo ad alcuna Congregazione, non ha ritenuto opportuno aggregarsi a qualcuna di esse incolonnandosi davanti al Simulacro. Questo pubblico non è composto soltanto da Fedeli che intendono consapevolmente partecipare alla Processione con spirito cristiano, ma in larga misura anche da curiosi, intenti a ciarlare fra loro, a telefonare con il cellulare e ad interloquire con amici e conoscenti che incontrano lungo il percorso.

Ne consegue che un osservatore attento non potrebbe far a meno di notare la differenza sostanziale intercorrente tra le persone che seguono il Simulacro – che di tutto si interessano tranne che del Rito religioso – e le persone ordinatamente disposte in una lunga colonna che precede la Statua della Madonna, individuabili come appartenenti a Congregazioni religiose e laiche, semplici Fedeli, Frati Minori e Sacerdoti, che partecipano al Rito con devozione, impegnati in una preghiera comunitaria.

Come se non bastasse, da qualche anno, alcuni personaggi politici hanno preso l’abitudine di affiancare le Autorità Amministrative al seguito del simulacro della Madonna.

Nella quasi totalità dei casi nessuna di queste persone partecipa alla funzione religiosa che si svolge in Chiesa prima della Processione.

Di solito i Politici arrivano all’ultimo minuto quando la Processione comincia ad avviarsi, il più delle volte annunciati dal suono delle sirene delle macchine della Polizia che li scortano, e nessuno di loro mostra di compartecipare con la preghiera al Rito religioso che si sta svolgendo, preoccupandosi soltanto di salutare le persone che conoscono e di elargire sorrisi a destra ed a manca allorché non impegnati in conversazioni telefoniche con il cellulare.

Sbaglio se interpreto questa loro partecipazione alla Processione come una inqualificabile strumentalizzazione di una funzione religiosa, volta a dare a se stessi “visibilità” presso i propri elettori?

E’ lecito auspicare che in futuro essi si astengano dal partecipare al Rito religioso, alla stessa stregua di come si comportano quando non più eletti,  salvo che essi non intendano farlo con “spirito cristiano”, mescolandosi fra la folla dei Fedeli?

Chi si sente di continuare a lanciare accuse di paganesimo alla Chiesa cattolica attribuendole colpe non sue, ma di singole persone che nulla hanno a che fare con la Religione?

In questo caso la Chiesa non può essere accusata neanche di “eccessiva tolleranza”, atteso che non ha alcun potere di impedire a singole persone di partecipare con spirito non cristiano ad un Rito che si svolge all’aperto fra le strade della Città.

Solo se queste persone tentassero di disturbare in qualche misura la Funzione religiosa le Autorità ecclesiastiche potrebbero chiedere l’intervento delle Forze dell’ordine.

Malgrado le innegabili difficoltà, io sono convinto che col tempo prevarrà il buon senso ed il “sacro” non sarà più contaminato dal “profano”.

Perché ciò avvenga è necessario che tutti i Credenti sostengano con maggior coraggio ed impegno la propria Fede, tacendo di meno e parlando di più!

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